Stop Greece’s fiscal waterboarding – interviewed by la Repubblica

Screen Shot 2015-01-06 at 1.01.38 AMInterviewed today by la Repubblica. CLICK HERE (Italian version only). Or read on…

Yanis Varoufakis: “Basta ingerenze qui in Grecia e più tempo sul debito”

Il guru economico di Tsipras: “L’Europa sta strangolando il nostro popolo per costringerlo al rigore oltre i limiti, mentre la gente è senza lavoro e vive con pensioni da fame”

05 gennaio 2015

ROMA . “Fiscal waterboarding”, lo chiama Yanis Varoufakis. Come la peggiore delle torture della Cia in versione finanziaria. “Sono cinque anni che l’Europa su ispirazione tedesca ce lo infligge. Strangolare un popolo per costringerlo al rigore oltre i limiti mentre la gente è senza lavoro e vive con pensioni da fame, si muore di malattie scomparse cinquant’anni fa, con le privatizzazioni forzate sono state consegnate l’area di Hellenikon o la lotteria nazionale a dei lestofanti. Dove dobbiamo andare a finire?” Varoufakis, classe 1961, docente alla Texas University di Austin e già preside di Economia ad Atene, è l’eminenza grigia di Syriza, l’autore del progetto che fa tremare l’Europa. Per il partito sarà anche candidato.

Non chiedete più di uscire dall’euro, ma intanto la Merkel vi invita a rispettare i patti. Qual è la vostra risposta?
“Che è un’ingerenza inaccettabile in una campagna elettorale democratica. L’euro è stato concepito male, e per la Grecia, come per l’Italia, era meglio non aderirvi. Non ha retto all’impatto della crisi finanziaria del 2008, ma ormai non si può tornare indietro. È come un vascello lanciato verso l’America che a metà dell’oceano comincia ad imbarcare acqua. E’ inutile stare a disquisire sugli errori degli ingegneri che l’hanno costruito, bisogna stringere i denti e arrivare in porto”.

Qual è la vostra proposta?

“Di trasformare il debito verso la Troika, salito da 240 a 280 miliardi per il comporsi degli interessi (che più volte rinegoziati sono scesi al 2% di media ma prima arrivavano a più del 5), in un maxi-bond a scadenza illimitata: cominceremo la restituzione quando le condizioni lo permetteranno e si sarà innescata in Grecia una crescita almeno del 3-3,5%”.

Non è troppo?

“Non le abbiamo inventate noi cifre del genere: la Troika quando ci concesse i prestiti di 110 miliardi nel maggio 2010 e 130 nella primavera 2012, diceva che sarebbero bastati per garantirci uno sviluppo del 4,5% l’anno. Che razza di errore, perfino l’Fmi l’ha riconosciuto. La Grecia ha perso talmente tanto che non è irrealistico un rimbalzo, ma da dove esce la crescita se ogni euro disponibile va a ridare i prestiti? Da questi fondi dipende la nostra sopravvivenza. E’ la nostra linea rossa, non arretreremo “.

Niente più haircut dopo quelli del 30% nel 2011 e di un altro 40 nel 2012?

“Il debito verso la Troika, in un Paese che ha 250 miliardi di Pil, è l’81% del debito pubblico. Il resto, dovuto a creditori privati, non si tocca. Le ricordo che al momento delle ristrutturazioni le banche avevano già ceduto i loro titoli alla Bce, esente dall’haircut, che non ci ha rimesso un euro. Vi incapparono fondi pensione e investitori privati. Ora è il momento che le banche e la Bce ci restituiscano il favore. Se Francoforte e soprattutto Berlino continueranno ad opporsi, noi non ci staremo. Qualsiasi siano le minacce”.

Come avviare una crescita così vigorosa?

“Puntiamo sul quantitative easing, e la Bce non si azzardi ad escluderci, e anche su una forma speciale di Qe: l’acquisto di bond della Banca europea degli investimenti. La Bei cominci a fare quello per cui è nata, cioè finanziare investimenti nei Paesi europei, Grecia ovviamente compresa”.

9 thoughts on “Stop Greece’s fiscal waterboarding – interviewed by la Repubblica

  1. Pingback: BFP Exclusive – The Balkans Elections Update: Croatia & Greece – 29 January 2015 | Lucas 2012 Infos

  2. Just back from a trip to Poland. Salaries are 50% lower than in Greece. Infrastructure is good and in some regions thare are as many warehouses and factories next to the highways as on the route from Milano to Venice.

    Life outside the Euro-Zone seems to be good or at least getting better!

    • Of course Poland, from the outside, is “shining” and often used as a success-model, especially by neoliberal politicians like Tusk. But just look a bit further. I spoke with countless people who have horrible jobs and are in Berlin to try to find work. Poland is a wet dream for old market-radicals, yet in reality no success story. If Merkel would have won Greece would also have had many nice postmodern glass-houses who are posh warehouses – but that would not solve any problem at all for the people. Maybe it’s better not to compare Poland to Greece. Poland, on a sidenote, in the Bush-era let itself call “New Europe” and went to war with the “war on terror” countries, leaving whole areas in a devastating condidtion, killing hundreds of thousands of people. The even allowed torture prisons from the CIA, and it does not sound too convincing if the politicians now claim “they had no clue”… Tusk and others wholeheartedly agree to the austerity measures Merkel and others used. No, really, the polish people I spoke to cry for change, just like they do in Greece. And they are right.

    • I could phrase it more to the the point: Does the EU core need an unproductive expensive Greece, if Poland is around the corner?

    • So in the end it’s about what the so called “EU core ” needs and what not. Finally, thanks for demonstrating your actual idea about the Eu, it’s funny that you call it a dictatorship though. Sounds like that’s exactly what you want with a few renewed roles here and there perhaps.

    • What the EU is and what I prefer are extremely opposite things.

      When it comes to allocation of capital, in my opinion it would be better invested in Poland than in Greece, Portugal et al. If you look how much Money was wasted in the South reality and what I prefer are again the opposite.

      But I am even more extreme: I do not want to tell anybody how to live his life or what to do with his money. And I expect exactly the same from others.

  3. Hi Yanis, I have a few questions. (1) Why can’t the EU simply eliminate the rule that limits deficit spending to 3%?
    (2) Greg Palast (investigative journalist) claims that Robert Mundell admitted in an interview that he designed the Euro to fail so that regulations and social programs could somehow be eliminated. What do you make of this claim? Could have this economic crisis have been planned by the elites?
    (3) I sometimes wonder if this crisis is being perpetuated by Western elites on purpose to reduce wages and therefore consumption in order to reduce carbon emissions and pollution. What do you think of this idea?

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